Top 10 degli errori più comuni che danneggiano le auto

Scopri i 10 errori più comuni che rovinano le auto e come evitarli per risparmiare su spese di riparazione e di manutenzione straordinarie.

29 aprile 2026

Scopri i 5 segnali che indicano l’usura dei freni e come riconoscere quando è il momento di sostituire le parti deteriorate per viaggiare in sicurezza.

Top 10 Degli Errori Più Comuni Che Danneggiano Le Auto (2)

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Guidare in modo distratto o trascurare piccoli dettagli ha delle conseguenze sullo stato di salute di un veicolo.

Anche i conducenti più esperti commettono errori che, con il passare del tempo, provocano usura, guasti e spese impreviste per le riparazioni.

In questa guida abbiamo elencato dieci fra gli errori più comuni che danneggiano i veicoli, con spiegazioni e consigli semplici da mettere in pratica per prevenire l’insorgere di problemi ed evitare di spendere in interventi di riparazione costosi.

 

1. Ignorare la manutenzione periodica.

Non rispettare revisioni e tagliandi, i controlli periodici, previsti dal costruttore è tra gli errori più dannosi.

L’olio motore vecchio perde viscosità e non lubrifica più nel modo corretto.

La cinghia di distribuzione è soggetta a rotture, i filtri a intasamento, i freni a usura.

Peraltro, tutto questo può avvenire senza segnali evidenti.

 

Importante. Un semplice cambio olio trascurato può determinare il grippaggio del motore. Costo della riparazione? Anche più di 3.000 euro.

Cosa fare. Controllare il libretto di manutenzione e rispettare le scadenze chilometriche o temporali è un buon inizio. Per dubbi o informazioni aggiuntive è bene fare riferimento a un’officina di fiducia.

 

2. Guidare con il serbatoio in riserva.

Spesso sottovalutato, questo comportamento espone la pompa del carburante al rischio di pescare impurità o sedimenti dal fondo del serbatoio.
Nel tempo ciò può ostruire filtri e iniettori e compromettere l’alimentazione e le prestazioni.

 

Importante. Nei motori alimentati a gasolio il rischio è maggiore perché eventuali bolle d’aria nel circuito possono bloccare il motore.

Cosa fare. È meglio evitare l’abitudine di "tirare la benzina fino all’ultimo". In linea generale è preferibile fare rifornimento quando il livello scende sotto un quarto del serbatoio.

 

3. Tenere il piede appoggiato alla frizione.

Molti conducenti lasciano il piede sulla frizione anche quando non serve, ad esempio in coda o al semaforo.

Questo genera un’usura precoce del disco e dei cuscinetti reggispinta e riduce la durata dell’impianto.

 

Importante. Una frizione consumata slitta, con il risultato che la guida diventa insicura e rende necessaria una sostituzione anticipata il cui costo è tra 500 e 1.200 euro.

Cosa fare. Quando il veicolo è fermo, è buona abitudine inserire il folle e lasciare il pedale della frizione.

 

4. Cambiare marcia nel momento sbagliato.

Salire troppo presto o troppo tardi di marcia sforza il motore o la trasmissione.

L’innesto di una marcia bassa a velocità elevata provoca il “grido” del motore, la situazione opposta il “borbottio”.

 

Importante. Guidare in fuori giri aumenta consumi, emissioni e usura delle componenti interne.

Cosa fare. Quando il tachimetro è tra i 1.800 e i 2.500 giri al minuto è il momento di cambiare marcia. Sui moderni veicoli è presente un indicatore per salire o scendere di marcia nel momento giusto.

 

5. Sottovalutare l'accensione di spie sul cruscotto.

Le spie sono segnali di avvertimento e, in quanto tali, non sono mai da ignorare.

Se quella dell’olio rimanesse accesa per troppo tempo, potrebbe indicare la presenza di perdite o di pressione insufficiente.

La spia del motore potrebbe indicare un guasto alla sonda lambda o al catalizzatore.

 

Importante. Continuare a guidare con una spia accesa può aggravare il danno e invalidare la garanzia.

Cosa fare. Se compare un avviso sul cruscotto, occorre controllare il significato nel manuale di uso e manutenzione o contattare subito l’officina. Anche una diagnosi computerizzata a distanza basta, a volte, per prevenire danni seri e costosi.

 

6. Frenare costantemente in discesa.

Molti automobilisti usano solo il freno quando affrontano discese ripide o prolungate.

Questo sistema surriscalda pastiglie e dischi, riduce l’efficienza frenante e aumenta il rischio di incidenti.

 

Importante. Per le auto più pesanti o che trasportano carichi, il rischio di surriscaldamento e deformazione dei dischi è maggiore.

Cosa fare. Una buona regola è usare il freno motore, scalando le marce per decelerare e mantenere costante l’andatura. Il freno deve essere usato solo quando serve, premendo il pedale in modo deciso per brevi istanti.

 

7. Trascurare perdite o rumori insoliti.

Macchie sotto l’auto, fischi durante la frenata, colpi allo sterzo o vibrazioni insolite non sono mai da sottovalutare.

Spesso anticipano un guasto meccanico o idraulico.

 

Importante. Anche una minima perdita di liquido refrigerante, se ignorata, può causare il surriscaldamento del motore.

Cosa fare. Innanzitutto, bisogna prestare attenzione alla superficie del parcheggio. In caso di perdite, è consigliabile contattare un’officina per un controllo.

 

8. Superare dossi a velocità sostenuta.

Affrontare dossi artificiali o buche profonde senza rallentare deteriora sospensioni, cerchi e pneumatici, e provoca il disallineamento delle ruote del veicolo.

 

Importante. Le sospensioni danneggiate causano un’usura irregolare delle gomme e peggiorano la tenuta di strada.

Cosa fare. Il comportamento corretto è rallentare sempre prima di un dosso, affrontare le buche con cautela e sottoporre il veicolo a un controllo di assetto e ammortizzatori almeno una volta all’anno.

 

9. Inserire la retromarcia in movimento.

Molti commettono questo errore in manovra e soprattutto in fase di parcheggio.

Cambiare da marcia in movimento, come da prima o seconda a retro, affatica il cambio.

 

Importante. Nei cambi automatici questo errore può causare danni alla trasmissione molto costosi da riparare.

Cosa fare. Per prevenire guasti basta fermare completamente il veicolo prima di cambiare direzione.

 

10. Lasciare l’auto ferma per troppo tempo.

Mezzi lasciati immobilizzati per settimane, o addirittura mesi, possono presentare problemi alla batteria.

Questa condizione provoca la perdita di elasticità nelle guarnizioni, l’ossidazione dei freni e l’ovalizzazione delle gomme.

 

Importante. nei casi più gravi, mantenere un’auto ferma a lungo comporta lo scaricamento delle batterie e il deterioramento del carburante.

Cosa fare. Se possibile, è sufficiente accendere l’auto ogni 10-15 giorni o percorrere brevi tragitti. In caso di sosta prolungata, è opportuno scollegare la batteria e controllare la pressione degli pneumatici. Per soste prolungate è consigliabile scollegare la batteria o, in alternativa, usare un mantenitore per la carica.

 

Top 10 errori comuni che danneggiano le auto. Domande frequenti.

Quali sono le 10 abitudini da evitare per non rovinare l’auto? Sono le seguenti: 1. non fare i tagliandi; 2. guidare in riserva; 3. tenere il piede sulla frizione; 4. cambiare marcia fuori tempo; 5. sottovalutare l'accensione di spie; 6. frenare troppo in discesa; 7. trascurare perdite o rumori; 8. superare dossi a velocità; 9. inserire la retromarcia in movimento; 10. lasciare l’auto ferma per mesi.

Cosa rovina di più l’auto? Il fattore più rilevante è l’assenza di manutenzione, seguita da uno stile di guida aggressivo e poco accorto.

Come è possibile mantenere l’auto in buono stato? Basta rispettare gli intervalli di manutenzione previsti dai costruttori, guidare con attenzione e correggere le cattive abitudini più comuni.

 

Top 10 errori comuni che danneggiano le auto. Conclusioni.

Correggere questi comportamenti costa poco o nulla in alcuni casi, ma permette di risparmiare spese in manutenzione straordinaria, anche di migliaia di euro.

Bastano un po’ di consapevolezza, di attenzione e una guida più rispettosa per mantenere in buono stato ed efficiente il proprio veicolo più a lungo.

 

 

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