BREVE STORIA DEGLI STILISTI DELLA CARROZZERIA.
La vicenda della Carrozzeria Vignale & C. di Torino rappresenta una delle tante storie di successo un po’ dimenticate nate sullo sfondo di un’Italia uscita straziata dalla Seconda Guerra Mondiale e che a partire dalla fine degli anni Cinquanta fu capace di risollevarsi tanto da conoscere un vero e proprio miracolo economico appena pochi anni dopo.
Il nome della celebre carrozzeria torinese è legato a doppio filo a quello del fondatore, Alfredo Vignale (1913-1969). Il quale già nel 1930 a soli 17 anni, muoveva i primi passi nelle vesti di battilastre, presso la piccola attività artigianale guidata da Giovanni Battista Farina - ai più noto con l’appelativo di Pinin, “Giovannino” in dialetto piemontese - specializzata nella realizzazione di esclusivi modelli di carrozze su ordinazione.
Ma la storia della Carrozzeria Vignale & C. iniziò ufficialmente 16 anni dopo, per la precisione il 26 ottobre 1946 in pieno clima di ricostruzione post-bellica, in un capannone di 1000 m² miracolosamente scampato ai bombardamenti Alleati su Torino. La perizia di Vignale nello “scolpire” carrozzerie, l’abilità di plasmare la materia trasformando il concept in prototito e il sogno in realtà, valsero all’azienda i primi riconoscimenti e apprezzamenti su scala nazionale e internazionale.
Negli anni Cinquanta, Vignale firmò telai di ogni marca: dalle Ferrari alle Lancia, da Alfa Romeo a Maserati passando per le più prestigiose case automobilistiche statunitensi. L’aumento delle commesse condusse ai primi mutamenti. A cominciare dal cambio di stabilimento, trasferito per esigenze di spazio da Torino alla vicina Grugliasco in un impianto di maggiori dimensioni. A non cambiare fu il minino comune denominatore dell’azienda. Vignale entro i confini nazionali e fuori era diventata ormai sinonimo stesso di ricercatezza ed eleganza.
Con l’avvento del decennio successivo, sull’onda dei successi del precedente proseguì il connubio con Enzo Ferrari. Un sodalizio lavorativo che ben presto si tradusse nell’attività di produzione di vetture quali la Ferrari 166 la Ferrari 212 Inter, la ferrari 340 Mexico e la Ferrari 375 America. Proseguirono anche le collaborazioni all’estero come testimonia la partnership inaugurata sempre in quegli anni con l’inglese Triumph Motor Company.
La prematura scomparsa di Alfredo Vignale al termine della decade causò una stagione di instabilità, una serie di avvicendamenti tumultuosi e alterne vicende al vertice dell’azienda piemontese. Dapprima passato nelle mani di Alejandro de Tomaso, successivamente ceduto al gruppo statunitense Rowan, poi accorpato alla Ghia, quindi acquistata da Ford nel 1973, lo stabilimento Vignale chiuse in modo definitivo i battenti nel 1974.
Trenta anni più tardi, nel 2004, il marchio Vignale rimasto di proprietà di Ford tornò di nuovo in auge con la presentazione del prototipo Ford Focus Vignale. Nel 2013, al Salone dell’auto di Francoforte, Ford espose in anteprima Mondeo Vignale. E il glorioso marchio torinese tornò ancora una volta a fare parlare di sé.
Il resto è storia recente: tra il 2015 e il 2016 Ford lanciò ufficialmente sul mercato europeo la Gamma Vignale, che designa questa volta le versioni più esclusive, lussuose e accessoriate presenti nell’assortimento Ford e una rete vendita ad essa completamente dedicata.
Nei primi tempi, ammontavano a quattro i modelli che prevedevano la possibilità di essere “abbigliate” Vignale.
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E così, una storia di Made in Italy iniziata oltre 70 anni addietro, torna a rivivere con Ford.